Roberto Riccio è una figura di spicco nell’arbitraggio del karate tradizionale e sportivo a livello Nazionale ed Internazionale. Con una vasta esperienza maturata in 20 anni di competizioni, è riconosciuto come uno degli Ufficiali di Gara più competenti e rispettati nei principali Enti di Promozione Sportiva Nazonali e nelle principali Federazioni Mondiali di Karate, tra cui la WUKF (World Union of Karate-do Federations), WKC (World Karate Confederation), e WKA (World Karate Alliance). La sua competenza si estende non solo all’arbitraggio del Kata e del Kumite, ma anche di eventi di Kobudo, dimostrando una padronanza completa delle diverse sfaccettature delle Arti Marziali Giapponesi.
Roberto Riccio ha iniziato il suo percorso nell’arbitraggio del Karate Tradizionale con una solida base tecnica e una profonda comprensione delle regole e delle sfumature dello shobu ippon, ni-hon e san-bon. Queste modalità di combattimento, che si basano sul punteggio ottenuto con uno, due o tre colpi rispettivamente, richiedono un’attenta valutazione della tecnica, della potenza, della tempistica e del controllo da parte degli atleti. Roberto Riccio si è distinto per la sua capacità di giudicare con precisione e imparzialità, guadagnandosi il rispetto di Colleghi Ufficiali di Gara, Coach ed Atleti.
Uno degli aspetti più rilevanti della carriera di Roberto Riccio è il suo ruolo come Chef of Tatami durante le finali di competizioni Europee e Mondiali. In questa posizione, Roberto Riccio non solo arbitra, ma supervisiona gli altri Arbitri sul tatami essendo il responsabile di assicurare che tutte le decisioni siano prese secondo il regolamento arbitrale, le linee guida e gli standard internazionali più elevati. Questo ruolo richiede una combinazione di leadership, conoscenza tecnica approfondita e capacità di gestione del tempo e dello stress. La sua presenza come Chef of Tatami in eventi di alto profilo testimonia la fiducia riposta in lui dalle Federazioni Internazionali.
Nel Kata, Roberto Riccio è noto per la sua ampia e profonda conoscenza dei Kata dei diversi stili e per la meticolosità nel valutare l’accuratezza tecnica, la forma e la potenza. Il Kata, una specialità marziale coreografata che simula combattimenti contro avversari immaginari; richiede un occhio attento ed una profonda conoscenza per essere valutato soprattutto quando si tratta di Atleti di altissimo rendimento. Roberto Riccio è particolarmente apprezzato per la sua capacità di cogliere anche i dettagli più sottili, garantendo un arbitraggio corretto, equo e accurato.
Nel Kumite, o combattimento libero, Roberto Riccio si distingue per la sua prontezza e per la sua capacità di prendere decisioni rapide in situazioni di alta pressione. Le sue decisioni riflettono una profonda comprensione delle dinamiche di combattimento e delle strategie utilizzate dai concorrenti. La sua esperienza nelle varianti tradizionali di Kumite, come lo shobu ippon e lo shobu san-bon, gli permette di adattare il suo stile di arbitraggio alle esigenze specifiche di ogni incontro.
Oltre al suo ruolo attivo nell’Arbitraggio di competizioni, Roberto Riccio ha contribuito in modo significativo alla formazione di nuovi Arbitri, condividendo la sua esperienza e la sua conoscenza approfondita delle regole e dei regolamenti del Karate tradizionale e sportivo. Ha condotto numerosi seminari e workshop per preparare la prossima generazione di Arbitri, garantendo che gli standard di arbitraggio rimangano elevati e uniformi a livello globale.
La mia biografia è un chiaro esempio di come l’intuizione di un Padre possa portare un giovane a scoprire la propria Passione e trasformarla in una carriera e vita di successo. Spesso mi dicevi “Ora non puoi capire Roberto! Ma arriverà il momento in cui capirai, solo che io non ci sarò più…” E così è stato, ma troppo presto!
“Non ci sono parole sufficienti per esprimere la mia gratitudine per tutto ciò che mi hai dato e insegnato Papà. Grazie per il tuo esempio e la tua guida. Ogni passo che compio nella vita è ispirato dai valori che mi hai trasmesso e dai sacrifici che hai fatto per me. Sono profondamente riconoscente e onorato di essere tuo figlio.”